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Siamo nel silenzio del parco Adamello-Brenta.

Da noi trovate pace, natura, itinerari per tutti i gusti e piatti vegani per tutti i palati. 

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Isole Lofoten

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Isole Lofoten
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xx km
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Diff. Tecnicamedia

Isole Lofoten

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Isole Lofoten 4 -13 marzo 2008

Non ricordiamo come ci  venne in mente di andare a sciare alle Lofoten.
Ma ora che ci siamo state, la consideriamo un’illuminazione.
E’ un luogo talmente fuori dal comune che  descriverlo è difficile. Quello che avvenne fu sogno e poesia.
 E ora nostalgia!
Lassù lo scialpinismo diventa magia:  un modo autentico e coinvolgente attraverso il quale calarsi in un paesaggio unico ed emozionante; realizza un fantastico sentimento di appartenenza, almeno per un po’, a quanto di più bello la natura possa offrire.
Le isole Lofoten sono un arcipelago norvegese oltre il circolo polare artico. Il modo più semplice per arrivarci è via aereo (con due o tre scali a seconda delle compagnie). Tempo permettendo si possono raggiungere le isole anche col traghetto o con il famoso “postale” da crociera Hurtigruten (con partenza da Bodo). Noi che di tempo ne avevamo poco abbiamo ovviamente preferito volarci (cercando tra le varie soluzioni low cost si può riuscire a spendere poco e arrivare in giornata).  Il nostro piano di volo prevedeva un cambio di aereo e di aeroporto a Oslo che per giorni ci ha tolto il sonno: troppo poco il tempo a disposizione e troppi i chilometri da fare  con la scomodità del nostro enorme bagaglio. Le informazioni raccolte nell’ iper - dettagliato sito sui trasporti pubblici norvegesi (www.trafikanten.no)  ci dava speranza  ma - per la nostra cultura italica - era difficile pensare con ottimismo a coincidenze di pochi minuti. L’ironia della sorte ci mise lo zampino  col risultato che, a Oslo, ci avanzò  del tempo per un piccolo spuntino mentre,  l’unico vero rischio, fu quello di non partire proprio. Due incidenti sull’autostrada Milano - Venezia  ci fecero arrivare all’aeroporto a check–in già chiuso. Le nostre facce tristi e sconsolate intenerirono il personale che incredibilmente fece un’eccezione, accogliendoci sull’ aereo quasi già in decollo.
Saremo sempre grate alla Ryanair per questo immenso favore.
…ha inizio così il nostro indimenticabile viaggio…
Il piccolo aereo ad eliche che ci porta da Bodo a Svolaver, non è proprio rassicurante ma la stupenda vista sulle cime cariche di neve - e l’entusiasmo per ciò che ci aspetta - ci distrae da pensieri più cupi.
Per l’occasione - e come da filosofia “itinerande”- non abbiamo un programma. Decidiamo sul momento di fare campo base a Svolvaer e di vivere un po’ alla giornata.
Affittiamo una rorbu, delizioso alloggio tipico dei pescatori, tutto in legno, caldo e confortevole, da noi soprannominato “casa con vista”. Sistemazione strategica e casuale la cui finestra ad est, sul fiordo, ci proietta, come in un film, il meglio dell’atmosfera norvegese. 
Per spostarci lungo l’arcipelago, noleggiamo un auto. Le ruote chiodate vengono montate su tutti i veicoli circolanti: nessun problema dunque a percorrere quotidianamente anche tratti piuttosto lunghi e ricoperti, in questa stagione, dalla neve. Le isole sono collegate tra loro da tunnel sotterranei o da ponti.  Anche guidare su strade bianche apparentemente disegnate sull’acqua, è un’insolita emozione tra paura e stupore.  Poche le case: uniche altre costruzioni gli intrecci di legno su cui vengono stesi i merluzzi ad essiccare.  L’odore del pesce ci accompagna per tutta la vacanza: lo senti nelle piccole cittadine ma anche dall’alto di una montagna. E’ un odore particolare, all’inizio può quasi dare fastidio, poi ci si abitua e alla fine, è così familiare che quando torni a casa ne senti la mancanza. Chi non lo sostituirebbe con l’odore degli scarichi delle auto? Veniamo a sapere che alle isole Lofoten la concentrazione di merluzzi che depongono le uova è altissima ed è proprio in questo periodo - tra febbraio e aprile- che la pesca di questo pregiato pesce raggiunge il suo culmine. Decidiamo quindi di comprarlo e di farci una deliziosa cenetta, rimanendo però di sasso quando scopriamo i prezzi. La Norvegia è il secondo Paese  con il PIL più alto al mondo. Con una densità molto bassa, il tenore di vita è incredibilmente alto! Qui si vive bene, ma non da turista. Il costo della vita è decisamente fuori dalla nostra portata. In compenso però per chi ha voglia di una vacanza pulita, ordinata e silenziosa, questi sono i luoghi ideali. La cortesia è di casa ma non aspettatevi tante parole od entusiasmi gratuiti: discrezione e tranquilla indifferenza li caratterizzano. Ci è capitato di girare in pieno centro ad Oslo (a meno 15 gradi) e di vedere ragazze che indossavano minigonne senza calze oppure noi stesse entrare all’Hard Rock Cafè di sabato sera con i dopo sci, senza che nessuno si girasse a guardare...
  Il paesaggio delle isole Lofoten, alterna  spazi aperti a gole in pareti  strapiombanti. La costa sud è un selvaggio susseguirsi di ampie spiagge dove la neve si scioglie tra le onde del mare.
Ciò che caratterizza il tempo è la variabilità, nello stesso giorno si possono alternare bufere di neve mai viste ad un cielo completamente terso, per poi nevicare ancora con il sole. La temperatura, almeno per il periodo della nostra vacanza, oscillava tra i +4° ai – 5°. La corrente del Golfo contribuisce a mitigare il clima, ma finchè non lo si prova è difficile capire cosa significhi. Non essendo umido (sembra incredibile essendoci mare dappertutto) si sopportano facilmente anche temperature rigide.
Le cime ci impiegano nell’arduo compito di trovare sempre nuovi e più entusiastici aggettivi.  Difficile scegliere alcuni itinerari da consigliare. Inutile perdersi in dislivello e sviluppi: in quel meraviglioso contesto sono tutti dettagli assolutamente irrilevanti.  Meglio forse un piccolo elenco delle escursioni fatte,  accompagnato da un semplice commento.
Varend (isola di Austvagoy): a bocca aperta per 3 ore. il nostro primo impatto con la bellezza delle Lofoten
Kongstindan (isola di Austvagoy):  sciare sopra la città di Svolvaer. Incredibile!
Ryten (isola di Flakstadoy): la fata morgana! Quando la realtà supera la fantasia. Troppo bello per essere vero!
Rundfjellet (isola di Austvagoy):  per  sciare, sciare e ancora sciare sopra il mare
Torksmannen (Isola di Austvagoy): neve, sole, neve e ancora sole! La polvere che non ti aspetteresti mai.
Sautindan (isola di Austvagoy): alle cinque del pomeriggio, la soddisfazione di più gite al giorno in totale solitudine.
Rimaniamo incredule e perplesse nel constatare che, tranne una lepre artica e una poiana calzata, non incrociamo altre forme di vita. In queste terre è  lo sci di fondo che domina. Ampie e dolci curve ci fanno intendere però, che i telemarkisti (nome che deriva dalla vicina regione di Telemark) esistono, ma incredibilmente i loro orari non coincidono mai con i nostri. E un po’ come per l’alone di bellezza e mistero che ti lasciano addosso le isole ci sentiamo perseguitate dall’effetto “fata morgana”: abbiamo visto o sognato?
Ed infine la gioia di salire queste montagne a vista, perché -già dalla partenza -vedi la cima e cosa ti aspetta.
Magre betulle ricoprono la vegetazione, dislivelli che non superano mai i 1.000m. e che ti invogliano a fare anche più gite al giorno, se lo sviluppo te lo permette (a volte per raggirare un fiordo ci si impiega anche un paio d’ore); ad ogni passo un’immensa soddisfazione, non per la conquista della cima ma per tutto ciò che ci circonda. Mare, laghi , fiordi, barche case, colori luce e silenzio. Come se ad ogni respiro il corpo si impregnasse di energia e benessere.

Note di viaggio
Compagnie aeree consigliate Ryanair, SAS, Wideroe
Periodo consigliato per lo scialpinismo Febbraio – Aprile
Materiale necessario per le escursioni Si consiglia di portare picozza e ramponi. Spesso le cime sono ghiacciate.
Cartine di riferimento Difficile trovarle se non sul posto.
Guida consigliata Lofoten. Ski & kayak. Di Fabio Pasini  (Ed. Geoantropo)
Sito di riferimento www.lofoten.info
Alloggio consigliato Svinoya Rorbuer a Svolvaer /Austvagoy. Ma se ne trovano ovunque e anche di molto economiche.
 

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