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Da noi trovate pace, natura, itinerari per tutti i gusti e piatti vegani per tutti i palati. 

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"Due cose ci salvano nella vita: amare e ridere. Se ne avete una va bene. Se le avete tutte e due siete invincibili.

 

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Etna versante nord-est

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Caratteristiche

Etna versante nord-est
Distanza Km
14 km
Impegno fisicomedio
Diff. Tecnicamedia

Ulteriori Info

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Etna  22 aprile - 1 maggio 2007

Fare il check-in del volo su Catania imbarcando gli sci è un po’ curioso o, diciamo, quantomeno insolito. Soprattutto se è Maggio e parti dal Nord dove, in tutto l’inverno, di freddo e neve c’è stata poca traccia. Nonostante le rassicuranti informazioni raccolte, ci manca un po’ di convinzione. E così, per sicurezza, decidiamo di alloggiare a Taormina: lo sforzo di allungare un po’ la strada per raggiungere la partenza dei nostri itinerari, vale la magia – per la perfetta riuscita della breve vacanza- di poter rientrare dalle gite e approfittare di uno degli angoli di mare più incantevoli della Sicilia. Dopo una giornata di “ acclimatamento turistico” in cui ci sciroppiamo – ridendo e scherzando – i 400 metri di dislivello che- sottoforma di innocui, piccoli scalini - iniziano dalla spiaggia e portano al castello che sovrasta Taormina, ci sentiamo pronte per sua maestà l’Etna o – come dicono i siciliani: “a Muntagna”!
All’indomani decidiamo di iniziare con la gita all’osservatorio, sul versante nord, più ricco di neve.
Avvicinandoci il paesaggio è impressionante: imponente, elegante, bella, la “montagna” risalta in tutto il suo splendore sullo sfondo del cielo blu. Le striature nere della lava separano regolarmente i canaloni ancora colmi di neve.
Diventiamo così testimoni che sull’Etna, a Maggio, si può ancora sciare.
In tutta la Sicilia, pare, ci siano solo sei donne scialpiniste. Arrivate ai 1800 metri di Piano Provenzana, mentre ultimiamo i preparativi della partenza, le vediamo arrivare tutte e sei. Non crediamo ai nostri occhi: nemmeno loro, ma ci vedono e ci adottano immediatamente! Ci sono anche cinque uomini – tra cui una guida - e completano il gruppo un labrador e un lupo bellissimi.
Non ci sembra vero e, spensierate, ci godiamo la prima delle due gite che l’Etna e questa stupenda compagnia ci regaleranno. Qui, ogni ex cratere, ogni piccola cima frutto di una vecchia colata, ogni pietra hanno un nome e possono essere un obiettivo.
Le nostre guide decidono di farci iniziare subito con quanto di più suggestivo ci possa essere: il cratere nord-est. Saliamo lungo le piste fino al piano delle Concazze scorgendo ovunque soffioni, vecchie bocche o nere creste di colate passate. Passiamo a fianco dei due Pizzi detti anche “Fratelli Pii”, due piccole bocche sporgenti, recenti protagoniste di grandi eruzioni. Siamo a quota 2518 metri e ora la nostra traiettoria è una lunga linea retta per coprire i quasi 800 metri di dislivello che ancora ci separano dalla vetta.
Fare il check-in del volo su Catania imbarcando gli sci è un po’ curioso o, diciamo, quantomeno insolito. Soprattutto se è Maggio e parti dal Nord dove, in tutto l’inverno, di freddo e neve c’è stata poca traccia. Nonostante le rassicuranti informazioni raccolte, ci manca un po’ di convinzione. E così, per sicurezza, decidiamo di alloggiare a Taormina: lo sforzo di allungare un po’ la strada per raggiungere la partenza dei nostri itinerari, vale la magia – per la perfetta riuscita della breve vacanza- di poter rientrare dalle gite e approfittare di uno degli angoli di mare più incantevoli della Sicilia. Dopo una giornata di “ acclimatamento turistico” in cui ci sciroppiamo – ridendo e scherzando – i 400 metri di dislivello che- sottoforma di innocui, piccoli scalini - iniziano dalla spiaggia e portano al castello che sovrasta Taormina, ci sentiamo pronte per sua maestà l’Etna o – come dicono i siciliani: “a Muntagna”!
All’indomani decidiamo di iniziare con la gita all’osservatorio, sul versante nord, più ricco di neve.
Avvicinandoci il paesaggio è impressionante: imponente, elegante, bella, la “montagna” risalta in tutto il suo splendore sullo sfondo del cielo blu. Le striature nere della lava separano regolarmente i canaloni ancora colmi di neve.
Lasciamo alla nostra destra Punta S. Lucia (2924m) -meta dell’escursione successiva- e puntiamo diritti verso il cratere nord est che, dopo l’ultimo crollo, è ormai unito a quello centrale. Guardiamo e riguardiamo l’insolita forma del nostro traguardo; la cima fumante sembra uno scherzo delle nuvole; il vapore allo zolfo, come un alito caldo, da spazio alla fantasia di avvicinarci all’ enorme bocca di una divinità mitologica La cima è scura, senza neve: esattamente il contrario di ciò a cui siamo abituati; qui il calore che esce dal cratere non permette alla neve di durare a lungo. La salita è dolce, tranne il ripido finale. Guardandosi intorno solo, nuvole, cielo e mare: difficile percepire di essere oltre i 3000 metri se non fosse il respiro ad accorgersene. Dopo circa 4 ore di salita, arriviamo. È ora di togliersi gli sci per fare gli ultimi, emozionati passi sulla nuda roccia; i vapori, abbassati dal vento, ci fanno arrivare avvolti dalla nebbia sull’orlo del “non ritorno”. La vista del cratere si apre e si chiude al ritmo della raffiche. Un rumore sordo accompagna la nostra soggezione nella contemplazione dello spettacolo.
Il tempo di fare qualche foto e poi via in discesa verso l’Osservatorio Etneo (2818m). Il gruppone parte a tutta birra tra curve, salti, urla di gioia e sorrisi. Noi ci guardiamo ridendo e pensiamo che questi sci alpinisti sono proprio tutti uguali, da nord a sud da est a ovest, quando tolgono le pelli, l’euforia esplode! La neve ci sorprende: un “firn” stupendo che più ci abbassiamo più diventa una specie di “granatina”. Salutiamo i nostri nuovi amici tra le favolose ed abbondanti specialità gastronomiche del rifugio Monte Conca. Mentre rientriamo verso Taormina, nel cielo si alza una splendida luna piena. Pensiamo alla fortuna di aver vissuto un’esperienza così bella ed elettrizzante ma non sappiamo che la giornata deve ancora finire: l’Etna esplode riversando dal cratere sud- una lingua di lava. Accorriamo incredule, pensando a dove eravamo solo qualche ora prima e - nel silenzio della notte - ascoltiamo la voce del vulcano e lo stridore della roccia che nasce dal fuoco!
Un grazie di cuore agli amici siciliani per le
bellissime giornate insieme e agli amici del sito
www.etnasci.it per le preziose informazioni!

ETNA: CRATERE NORD EST (3265m) Carta di riferimento Mt.Etna ed. S.E.L.C.A. Firenze 1: 25000Partenza Piano Provenzana (1800 m)Arrivo Cratere Nordest (3265m)Dislivello 1465 mSviluppo (solo salita) 7 Km circaDurata (solo salita) 4 ore circa Esposizione scialpinistica NEDifficoltà MSDiscesa Fatto il breve ripido iniziale ci sono due possibilità: dirigersi verso est fino a raggiungere l’evidente osservatorio, da dove prendere il canalone delle “Quarant’ore”oppure scendere dalla stessa via della salita. Splendida vista sul tutta la Sicilia orientale.
Indicazioni stradali: uscita Fiumefreddo sull’autostrada Catania – Messina. Proseguire per
Linguaglossa e poi per Piano Provenzana. Si arriva comodamente in auto fino al rifugio Conca, partenza degli impianti di risalita e della nostra escursione.Variante Per chi avesse poco tempo e una buona condizione, consigliamo di scendere dal cratere nordest fino a punta S. Lucia (2924m) e proseguire senza farsi troppo distrarre dalla splendida vista sulle isole Eolie, in una lunga sciata mozzafiato fino al monte Scavo (1800m). Rimettere le pelli, riprendere quota fino a circa 2800 m restando più a est (direzione Fratelli Pii) e tornare al rifugio monte Conca (1800.) Dislivello totale circa (2100m)Da non perdere Se il tempo lo permette, da non perdere una visita guidata alla suggestiva “grotta del gelo”. La sua fama è dovuta alla costante presenza, nel suo interno, di uno spesso strato di ghiaccio che ne fanno il ghiacciaio più a Sud d’Europa (sul vulcano attivo più alto del continente)! Consigli Non avventurarsi oltre i 2900 m di quota senza una guida. Non sottovalutare i problemi di orientamento poiché le nebbie sono frequenti ed improvvise.

 

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