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Locanda Itinerande

La Locanda Itinerande è pronta e vi aspetta!

Siamo nel silenzio del parco Adamello-Brenta.

Da noi trovate pace, natura, itinerari per tutti i gusti e piatti vegani per tutti i palati. 

  www.locandaitinerande.com

LO SAPEVI CHE?

Non sempre la neve è bianca. Può essere rosa, come appare in Groenlandia, bruna o rossa. O può presentare macchie verdi.
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Coal Santo - Prada di S. Zeno

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Caratteristiche

Coal Santo
Prada di S. Zeno
Distanza Km
9km
Impegno fisicomedio
Diff. Tecnicabassa

Ulteriori Info

Titolo Video

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Descrizione

Possiamo quasi definirlo un evento!
Erano anni ormai che ci provavamo. E non certo per la difficoltà dell’itinerario, anzi. Ma riuscire a trovare le condizioni perfette delle quali necessità questa stupenda gita, è veramente raro. Un po’ come fare il Brenta d’estate.
Fondamentale:
- neve a bassa quota (ma il clima del Garda non le permette di rimanere a lungo);
- il cielo terso e sgombro da nebbie e foschie;
- assenza di vento, decisamente frequente in questa zona .
Infine, per completare il sogno: un tipo di neve che ti permetta di scendere e godere a pieno di tutti questi elementi.
Insomma ci vuole una buona dose di fortuna oppure tanto tempo a disposizione..
Ci eravamo promesse che alla prima giornata di sole dopo una nevicata, avremmo preso ferie.
E il grande giorno arriva! Siamo euforiche!
Insolitamente, per una sciata, entriamo in autostrada in direzione sud, destinazione Prada - Costabella (S. Zeno), località raggiungibile facilmente da Affi (Vr).
Il parcheggio di una vecchia bidonvia, aperta solo in estate, indica il sentiero di salita percorribile lungo il bosco.
Salendo si avverte una strana sensazione alle spalle: sembra che qualcuno ti stia seguendo o guardando molto intensamente.
Se finalmente ti fermi a bere un sorso di acqua o a toglierti qualche indumento, tutto è chiaro.
Dietro di te il lago enorme, toglie il fiato: di un intenso blu cobalto, circondato dalle montagne e dai paesini limitrofi, che fa tanto Norvegia.
Anto presa com’è dalle innumerevoli fotografie, rallenta il passo.
E’ combattuta tra la fretta di raggiungere l’obiettivo e la calma di assecondare ogni momento, ogni dettaglio.
Io invece mi sento mancare, sotto ai miei piedi, gli sci super fat non stanno più “nelle pelli”. Sto già pregustando i curvoni ampi e profondi che lasceranno un’indelebile traccia, finchè qualcun altro non ci opporrà la propria.
Arriviamo al confine della vegetazione. Si apre la vista verso la cima. Finalmente il sole accende i colori. Non c’è nessuno. Silenzio totale se non fosse per il cigolio degli scarponi.
La pendenza è limitata quindi scegliamo la traiettoria più diretta, quella che corre lungo il vecchio impianto di risalita. Lasciamo sulla nostra destra il rifugio “Fiori del Baldo” e passiamo poi tra il rifugio Chierego e l’adiacente chiesetta di San Bernardo. Arriviamo alla bocca del Coal Santo, camminando con la testa che ci gira e si rigira per poter spaziare nella cornice che ci circonda. Si poteva anche scegliere di salire subito in quota verso la bocca di Naole (che in estate pullula di marmotte) e poi proseguire in cresta. Ma lo sviluppo è un po’ più lungo e noi non abbiamo tempo da perdere: vogliamo scoprire quante discese e risalite ci potranno stare nei nostri muscoli e nelle poche ore di luce di metà dicembre. Non c’è neanche un filo d’aria. Assorbiamo la vista dell’orizzonte in tutte le direzioni fingendo calma. In realtà moriamo dalla voglia di lanciarci giù. Optiamo per la direzione dove la neve sembra più morbida. Vivi è già pronta e scalpita.
Io mi apposto per immortalare l’evento. Nemmeno il tempo di accendere la videocamera che Vivi è già sparita. Colpita dal solito “trance sciistico” mi lascia lì a filmare la sua traccia mentre lei è già solo un puntino lontano … La inseguo. Consumiamo la prima discesa tutta d’un fiato. Arrivate al bosco, senza bisogno di dirci niente, ripelliamo. Saliamo più veloci che mai e ci ritroviamo nell’alcova di meringa scavata dal vento nella cresta, da cui ci eravamo lanciate pochi minuti prima. Ci filmiamo a vicenda mentre i nostri sci lasciano tracce nella neve che si tinge di arancio. Ci sarà tempo e forza per una terza risalita. Intanto la neve è diventata rosa. Vivi saluta il sole che tramonta, con uno dei suoi salti. I colori si spengono mentre percorriamo gli ultimi metri. Arriviamo alla macchina senza dirci una parola: ci guardiamo a bocca aperta e ridiamo come matte delle nostre facce ebeti!
 

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